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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO!
post pubblicato in News, il 27 giugno 2009


Sul nuovo blog: nuova grafica, nuove funzionalità, stessa ironia!

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permalink | inviato da Osservatore Attonito il 27/6/2009 alle 12:22 | Versione per la stampa
Qualcosa non torna...
post pubblicato in Politica, il 23 giugno 2009
Si è sempre detto che i numeri dovrebbero essere il linguaggio universale, quello attraverso il quale qualsiasi popolo (terrestre o marziano) riuscirebbe a comunicare.

Applichiamo il concetto ai risultati delle consultazioni elettorali conclusesi ieri:
- 62 province al voto: il PdL passa da 9 a 34 province governate (quindi 25 province sono state perse dal PD);
- 30 comuni capoluogo al voto: il PdL passa da 5 a 14 (quindi 9 capoluoghi sono stati persi dal PD)
- prima di questa tornata elettorale 5 milioni di elettori erano governati da amministrazioni PdL, ora sono 21 milioni;
- città storicamente a larghissima maggioranza rossa come Savona, Piacenza, Prato hanno cambiato colore;
- altre roccaforti come Bologna e Firenze sono state costrette al ballottaggio, anche se poi sono rimaste al centrosinistra;
- nessuna provincia o comune è passato dal centrodestra al centrosinistra.

Credo che anche su Marte o su qualsiasi pianeta dell'universo sia lapalissiano che il PD abbia perso nettamente molte amministrazioni.

Invece c'è chi, nel PD, festeggia. Ad esempio Franceschini:
"E' un segnale importantissimo, vinciamo nelle grandi città (?) anche al sud con un risultato straordinario a Bari. Si riconfermano le grandi città del centro e segnali importantissimi arrivano dal Nord con le vittorie di Torino e Padova ed il testa a testa a Milano e Venezia. Comincia il declino della destra (?), per noi è una base di partenza, con un risultato positivo e inaspettato (?). [...]
La destra aveva promesso di prendere il 45% alle europee e di stravincere in tutte le grandi città alle amministrative (ma dove?). A due settimane di distanza da quella promessa i risultati sono due: il voto europeo ha inchiodato Berlusconi al 36% (eccerto, invece voi avete preso di più, vero?), mentre alle amministrative si sta affermando una tendenza a nostro vantaggio in tutta Italia (ah sì? Mi dice che dimensione spazio-temporale sta consultando?). A Firenze e Bologna i risultati sono formidabili, ma ci sono anche Forlì, Padova, la mia Ferrara, Cosenza, Crotone, Potenza (bè, se perdevate lì sarebbero stati cazzi amari, no?) e un duro testa a testa a Venezia (52% a 48% è testa a testa? Mah!) e Milano. Ricordo che al primo turno il centrodestra ci superava di dieci punti: oggi ce la giochiamo per pochi voti. (Beh, ai ballottaggi è fatale, eh!)[...]
Anche l'astensionismo è un segnale importante per la destra (vero, di solito con l'astensionismo alto il centrodestra perde, adesso, invece, nonostante tutto, ha vinto ovunque ne aveva la possibilità. Quindi direi che hanno di che festeggiare!). Nel momento in cui si sono accorti che le cose stavano andando male, hanno cominciato a dire che i ballottaggi vanno eliminati: perfettamente nel loro stile! (andando male? Cosa stava andando male? Piuttosto è un dato oggettivo che i ballottaggi richiamano SEMPRE meno elettori del primo turno. E' un delitto pensare che forse si potrebbero trovare formule alternative - e magari meno costose - per sentire il parere dei cittadini?) Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. La vittoria è data dal concorso di diversi elementi (primo fra tutti vincere davvero), soprattutto è dovuta ai tanti bravi amministratori locali che abbiamo candidato (lo dica a quello di Prato!)"
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Questo il pensiero (da me commentato) del leader pro tempore del PD, ma sulla stessa linea si attestano altre dichiarazioni degli onorevoli piddini, che sono arrivati addirittura ad affermare stramberie riguardo al referendum: "Il referendum non ha raggiunto il quorum. E’ una buona notizia. E’ l’obiettivo per il quale ci siamo impegnati. I cittadini non hanno approvato ne’ la pessima legge elettorale - il cosiddetto porcellum - ne’ un suo peggioramento, attraverso l’estremizzazione dei suoi difetti" (Vannino Chiti - PD). Faccio sommessamente notare che il PD era attivamente schierato per il SI' al referendum e che il fatto di non andare al referendum potrebbe anche voler dire che -dopotutto- agli italiani la legge elettorale va bene così e che erano le modifiche proposte -tutt'al più- che facevano cagare. O no?

Insomma, secondo me qualcosa non torna: la sanità mentale degli esponenti del PD.
Che goduria...
post pubblicato in Politica, il 22 giugno 2009
Ancora una volta un referendum andato all'inferno. Evviva i soldi spesi bene!

Chissà perchè, ma fin da quand'ero piccolo le consultazioni referendarie mi sono sempre state sui maroni. Sapete come sono certe cose. Fin da bambini alcune cose ci sono insidacabilmente antipatiche.
Finchè ero "piccolo" -leggasi non in età per votare- era solo un'antipatia generica. Una volta cresciuto sono riuscito a trovare anche i motivi per cui rigettare l'idea del referendum così come lo conosciamo in Italia.

Innanzi tutto non è possibile proporre nuove leggi per mezzo di un referendum, il che, a mio modestissimo modo di vedere, è una falla somigliante a un cratere, per un affare che ha l'ambizione di fregiarsi della definizione di "strumento di democrazia diretta".

Inoltre, il più delle volte in Italia si sono fatti referendum proposti non dal popolo ma sempre da qualche parlamentare o personaggio ad esso collegato (vedi Guzzetta, sotto i piedi del  referendario triste in figura), quindi parlare di strumento dedicato al popolo è una cosa fuori dal mondo. In più la maggior parte dei referendum dedicati a tematiche elettorali, sfondato il quorum (sì, ogni tanto ce la fanno...) ed approvata l'abrogazione di qualche norma ciuccia-soldi/frega-elettori, sono stati regolarmente aggirati da leggi successive che hanno dimostrato tutta l'inconsistenza di questo fantastico strumento.
In parole povere il referendum è un po' la carota che il potere legislativo ci agita davanti al muso, ma faremmo bene a non dimenticare il bastone (o forse la trave) che ci agitano dietro le chiappe.
In realtà i referendum non valgono una cippa, sono tranquillamente evitabili, aggirabili e cestinabili dalle normali attività parlamentari.

Tanto varrebbe, oggigiorno, sfruttare le nuove tecnologie e chiedere al popolo di esprimersi ad ogni votazione del Parlamento (magari con un sistema tipo totmila voti = una lampadina sul megaschermo del Parlamento). Avrebbe forse più influenza di questo costosissimo orpello che dobbiamo mantenere per il ghiribizzo di qualche capoccia spocchioso.

Per quanto riguarda il referendum appena fallito devo dire che mai due quesiti mi sono sembrati così pericolosi. Mi riferisco ai primi due (al terzo avrei pure votato sì, ma come detto prima, sicuramente non sarebbe servito a quasi nulla: si sarebbero ingegnati in altro modo per continuare a proporre candidature multiple).
Non so se chi ha sostenuto il "SI" aveva molto chiare le conseguenze di una scelta del genere. Per chiarire: se Berlusconi avesse inventato i due quesiti in questione, avrebbero parlato di ritorno del fascismo. E avrei dato loro ragione. Un partito, senza alcuna soglia minima da infrangere, avrebbe potuto prendersi la maggioranza del Parlamento.
Ma siamo pazzi? Ragionando anche proiettandosi nel futuro, come poteva esistere la certezza che nel prossimo giro elettorale sarebbero stati solo due i partiti in lizza per la maggioranza?
Se saltassero fuori 3 blocchi (destra-centro-socialista)? Dovrei farmi governare da un partito del 20-25%? Ma non esiste.
E anche il paragone con altri Paesi (USA, GB, ecc...) è fuori luogo. Oggi in Italia abbiamo una spalmatura degli elettori tale da rendere l'idea del bipartitismo puro un'utopia.
Forse se il PD fosse un partito vero si potrebbe fare, ma oggi come oggi è pura follia.

Stiamo a vedere adesso i risultati ufficiali, sia del referendum (per dovere di cronaca) che dei ballottaggi delle amministrative.
Tabloid junkie
post pubblicato in Politica, il 20 giugno 2009
Questo il titolo di una canzone di Micheal Jackson del 1995 che l'altro giorno ascoltavo poco dopo aver sentito delle nuove "accuse" a Berlusconi sulle donnette di facili costumi che il premier smazzerebbe come sigarette equivoche ai suoi festini.
Tabloid junkie significa più o meno "drogato di tabloid", i giornali scandalistici anglosassoni.
In questa canzone, quasi completamente non intelligibile a causa del modo in cui M.J. la canta -quasi sibilando e sputando fuori ogni sillaba come se trattenesse a stento la rabbia- ha però un testo molto calzante alla situazione italiana della stampa nei riguardi di Berlusconi. Ecco alcuni passaggi:

<<Speculate to break the one you hate - Circulate the lie you confiscate - Assassinate and mutilate - It's the hounding media in hysteria>>
<<Speculare per spezzare chi odiate - Far circolare le bugie che confiscate - Assassinare e mutilare - Sono i media isterici a caccia>>
<<It's slander - You say it's not a sword - But with your pen you torture men - You'd crucify the Lord - And you don't have to read it - And you don't have to eat it - To buy it is to feed it>>
<<E' diffamazione - Dite che non è una spada - Ma con la vostra penna torturate gli uomini - Crocifiggereste il Signore - E voi non dovete leggerlo - E non dovete bervelo - Comprarlo vuol dire alimentarlo>>
<<Just because you read it in a magazine - Or see it on the TV screen - Don't make it factual - Though everybody wants to read all about it - Just because you read it in a magazine - Or see it on the TV screen - Don't make it factual, actual >>
<<Solo perché lo leggi in un giornale - O lo vedi in TV - Non credere che sia vero - Sebbene tutti vogliano leggere tutto a riguardo - Solo perché lo leggi in un giornale - O lo vedi in TV - Non credere che sia vero, reale>>
<<It's slander - With the words you use - You're parasite in black and white - Do anything for news - If you don't go and buy it - Then they won't glorify it - To read it sanctifies it - Then why do we keep foolin' ourselves>>
<<E' diffamazione - Con le parole che usate - Siete dei parassiti in bianco e nero - Fate qualsiasi cosa per le notizie - Se non andate a comprarle - Loro non le glorificheranno - Leggerle le santifica - Allora perché continuamo prenderci in giro?>>
<<You're so damn disrespectable>>
<<Siete così maledettamente irrispettosi>>

Ecco, i versi precedenti sono solo un estratto, ma danno l'idea di cosa voglio dire.
Quest'ultimo attacco a Berlusconi è veramente canagliesco, prendono un set di mignotte e gli fanno dire che sono state reclutate per le feste di Berlusconi, il satiro di Palazzo Chigi. E il bello è che tutti ci credono, danno per scontato che queste "signore" dicano la sacrosanta verità.
Ultimamente (si fa per dire) sembra che chi dice qualcosa contro Berlusconi non solo sia affetto dal morbo della verità intrinseca, ma non possa essere soggetto ad alcun tipo di accertamento dei fatti prima di sbatterlo in prima pagina.
Se questo giro di scandali costruiti sia frutto dei giornalisti (ormai quasi un partito di opposizione, a dir la verità) di Repubblica, non lo so. Che sia una trama ordita da D'Alema ci credo poco. E' sicuro che fosse ben informato sulle indagini baresi, su questo c'è poco da obiettare o fare i finti tonti.



Per concludere, credo che i giornalisti nostrani pensino a tutto, tranne alle cose che interessano ai cittadini.
Citando di nuovo Michael Jackson: They don't really care about us!
Quando fa male, fa male...
post pubblicato in News, il 16 giugno 2009
Oggi per Repubblica, l'unica opposizione che rompe veramente i coglioni a Berlusconi, è un giorno funesto.
Ci sono stati due avvenimenti che hanno smontato decenni di duro giornalaismo (no, non è un errore), ma soprattutto gli ultimi mesi di serrate inchieste a sfondo pseudo-sessuale.

Bomba numero uno: Obama non ha per nulla accolto Berlusconi come un vecchio cretino rincitrullito (cosa di cui mi sono sorpreso pure io, a dirla tutta) ma al contrario l'ha definito "my friend" («Great to see you, my friend!», letteralmente, niente popò di meno!) e ha pure detto che  il premier italiano gli "piace personalmente" (e, strano a dirsi, nemmeno qui Berlusconi ha fatto battute, né gaffes).

Bomba numero due: il PM che indagava sui voli di Stato utilizzati da altre persone insieme a Berlusconi (l'ormai leggendario Apicella e la mistica, quanto misteriosa, danzatrice di flamenco) ha deciso di archiviare l'accusa, in quanto -com'era ovvio per qualunque essere senziente- Berlusconi era sull'aereo insieme a loro e, in quanto presidente del Consiglio, aveva tutti i diritti di far salire chi cacchio gli pareva su un volo che tanto doveva essere fatto comunque.

Capite quindi lo stato d'animo dei Repubblichini, pardon, dei giornalai di Repubblica. Oggi avranno avuto il lutto al braccio. Ne è testimonianza l'home page che fino a poco fa si presentava all'attenzione del lettore:



Come notizia di apertura mettono la bomba numero 2 (rimarcando nell'articolo che il Codacons si opporrà all'archiviazione, dopo aver fatto nomi e cognomi di tutti i magistrati che hanno preso la decisione, chissà forse come velata minaccia? Mah!).

Ma il bello è la posizione della bomba numero 1: in pratica bisogna scorticarsi l'indice per rollare verso il basso col mouse e finalmente, dopo almeno tre notizie di 4^ categoria, ecco l'articolo che deve aver fatto rosicare i giornalai di Repubblica!
Articolo nel quale sono costretti anche a rimarcare il fatto che Obama ha chiesto umilmente a sua maestà Silvio I quale fosse il miglior modo di approcciare i russi... roba da degustare con tronfio compiacimento, insomma.

Alla faccia di chi ha sempre detto che Berlusconi faceva politica estera a "pacche sulle spalle"

Deliranti Travaglismi
post pubblicato in Politica, il 9 giugno 2009
Ah, che bello vedere un'elezione vinta trasformarsi in una sconfitta.
Non avete idea -parlo ai lettori stranieri in questo momento- di cosa si provi a vedere un risultato elettorale tabulato, messo nero su bianco, che riesce ad essere stravolto con le chiacchiere.

I fatti: i risultati delle elezioni, storicamente, si commentano in relazione ai risultati precedenti. Possibilmente in modo omogeneo (europee con europee, politiche con politiche, amministrative con amministrative, ecc...), tuttavia non si nasconde il fatto che tra due politiche è evidente che i risultati delle europee e delle amministrative diano un indizio sull'andamento dei flussi elettorali e del gradimento delle attività di governo. E' stato così in tutta Europa. Dove, tra l'altro, si sono affermati con decisione i partiti popolari e liberali, mandando nel baratro i gruppi socialisti e comunisti. Tra i governi che hanno tenuto ci sono quelli di Sarkozy e della Merkel (che comunque hanno lasciato sul terreno qualche punto percentuale).

Per l'Italia:
Partito\ Elezione
 Europee 2004
Politiche 2008
(Camera)
Europee 2009
PdL
(Forza Italia + AN)

 F.I.: 21%
16 seggi
A.N.: 11,5%
9 seggi
TOT: 32,5%
25 seggi
 37,4 %
 35,3%
29 seggi
PD (Margherita + DS)
 31,1%
25 seggi
33,2%
 26,1%
22 seggi
Lega5%
4 seggi
 8,3% 10,2%
9 seggi
UdC 5,9%
5 seggi
 5,6% 6,5%
5 seggi
Italia dei Valori
 2,1%
2 seggi
 4,37% 8%
7 seggi

Chiacchiere:
E' evidente che il partito che sta scomparendo è il PD in progressione inversa fantasmagorica: 31, 33, 26 punti percentuali. Se tanto mi dà tanto tra 5 anni sarà al 19-20%.
E' altrettanto chiaro che la Lega sta crescendo, soprattutto grazie al crescente fastidio verso l'immigrazione clandestina che porta una valanga di voti al movimento del Nord (5, 8, 10 la progressione).
Anche l'IdV cresce, ma più per motivi di cannibalismo interno alla coalizione del centro sinistra che per meriti effettivi di Di Pietro: più urla contro Berlusconi, più voti fotte al PD. E' raddoppiata in un anno e quadruplicata in 5.
Per quanto riguarda il PdL certamente i risultati ventilati da Berlusconi sono rimasti nei sondaggi da lui sventolati, tuttavia non si può parlare di sconfitta. Sotto nessun profilo. Nel 2004 aveva 25 seggi, oggi ne avrà 29 (secondo gruppo per numerosità dopo la Germania). Rispetto alle politiche c'è stata una diminuzione di 2 punti percentuali che - guardacaso - sono proprio i due in più che la Lega ha preso rispetto alle politiche del 2008.

Mentre Franceschini vaneggia: "Il governo è in minoranza nel Paese". Dario, ok, ti capiamo, devi sviare l'attenzione dal -7% in un anno del PD, però le cazzate mondiali potresti evitarle, tenere un basso profilo e ci faresti anche una figura migliore.
E' evidente che da solo PdL e Lega fanno meno del 50%, ma questo anche alle politiche del 2008. Però sono al governo comunque... la democrazia è fatta così: le frattaglie non contano più di tanto.
Inoltre non vuol dire che il PD sia maggioranza nel paese. Tutt'altro. Forse Franceschini sogna una "nuova" coalizione con dentro tutti quelli che non sono il PdL e la Lega. Così vincerebbe. Poi però dovrebbe pure governare. Mettendo insieme comunisti e postfascisti, radicali e democristiani, comunisti e liberisti. Insomma, la solita stronzata piddino-ulivesca.

Ma la palma d'oro del rosicamento e dell'arrampicata sugli specchi va al micromondo di micromega/voglioscendere, dove un Flores d'Arcais in grande spolvero festeggia la sconfitta di Berlusconi (sì, sconfitta -.-") e il mancato raggiungimento del 43% del PdL, col quale, a suo dire, il Berluskaiser avrebbe voluto tappare la bocca a chiunque gli avesse voluto dire qualcosa di storto.

Travaglio piglia per il culo tutti quanti tranne l'IdV e il suo pittoresco padrone (che ieri aveva perfino un occhio iniettato di sangue a furia di urlare invettive....), ce n'è per tutti: Giordano, Gasparri, la Fininvest, la Melandri, Vespa... chiunque, insomma. E ovviamente anche per lui il Governo ha perso.
Ma costui fa ridere soprattutto se letto (o ascoltato) retroattivamente.

Prendiamo un suo delirio (o, come lo chiama lui il Passaparola; molto interessante questo titolo, forse gli piacciono le letterine, chissà...) del 15 dicembre 2008, sei mesi fa:

"[...]ma come già accaduto l'altra volta quando governò per tutti i cinque anni dal 2001 al 2006 diventa evidente che Berlusconi non è in grado di governare. Non è che lo faccia apposta per cattiveria: proprio non è il suo ramo, non gliene frega niente, è disinteressato al tema. Sonnecchia durante l'ordinaria amministrazione. Lui da il meglio di se nelle campagne elettorali e poi, tra una campagna elettorale e l'altra, si ridesta meravigliosamente quando passano davanti le ragazze del Grande Fratello, allora le riceve a Palazzo Chigi, oppure quando sente parlare di Mediaset, Europa7, frequenze, processi, Mills... Le parole per ridestarlo, per farlo saltare come la rana di Galvani con la scossa elettrica, sono Milan, Mediolanum, Previti, Dell'Utri, Mangano... cose di questo genere. Per il resto, il governo non è affare suo quindi non se ne occupa.
Non è che non vuole governare: non sa governare perché non gliene frega assolutamente niente salvo ciò che riguarda gli affaracci suoi."

Che dire? Le armi con cui lo si attaccano sono sempre quelle... Travaglio già conosceva i temi di questa ultima interessantissima campagna elettorale. E' come uno spettacolo teatrale, la prima è andata in scena nel '94, adesso siamo all'ennesima replica. Tutti conoscono trama, personaggi, pubblico, nonchè la critica. Sul fatto del "non governo" mi piacerebbe sapere secondo Travaglio cosa significhi governare, ma forse è molto più facile criticare che rimboccarsi le maniche e spalare la merda  ogni santo giorno.
Ma andiamo avanti:

"Quindi, messo alla prova, il tempo di rendersi conto che non è in grado di governare, soprattutto in periodi di crisi come questi, e la maggioranza degli italiani, più o meno sostenuta, scopre che lui non è in grado di governare.
Lui perde i consensi: l'altra volta tra il 2001 e il 2006 si è votato nel 2002, 2003, 2004, 2005 e nel 2006. Elezioni regionali, comunali, provinciali, suppletive, europee e poi politiche. Lui le ha perse tutte, dopo averle stravinte nel 2001. Perché? Perché basta un anno, un anno e mezzo di suo governo per far crollare i consensi.
Adesso che c'è la crisi ancora peggio: c'è il rischio che non ci si limiti a togliergli il consenso ma che qualcuno voglia prendersela con lui in maniera più accanita. Non dimentichiamo come finiscono, storicamente, in Italia le grandi ubriacature sotto il balcone del ducetto di turno: nel 1945 siamo finiti a Piazzale Loreto con Mussolini bersagliato e sputacchiato da coloro che l'avevano osannato fino al giorno prima. Nel 1992-1993 siamo finiti all'Hotel Raphael con il lancio di oggetti, monete e banconote naturalmente false se no raccoglieva pure quelle, a Bettino Craxi. Quindi è molto probabile che si rischi una nuova versione di questi disamoramenti improvvisi e piuttosto traumatici, quindi tenevi pronti perché bisognerà difendere Berlusconi dai suoi attuali fans che cercheranno di fargli la pelle."

Al di là dell'ignobile paragone con Mussolini e del chiaro augurio che Marconiglio recapita al Berlusca, fa scompisciare la frase in rosso. Secondo questi attenti osservatori politici, la storia si ripete pari pari sempre e comunque. A loro piacerebbe così, ovviamente. Tuttavia stavolta non sta proprio andando come sperato.

Ho il cuore a pezzi per costoro. Veramente.

Travaglio, noto campione di rispetto della Costituzione, più oltre se la piglia perchè Berlusconi vorrebbe fare le riforme costituzionali inciuciando con PD e UdC, non lasciando spazio per fare referendum confermativi. Che oltraggio al popolo, vero? Che sfregio alla democrazia, eh?
Travaglio stesso, all'inizio della sua enciclica settimanale, aveva confessato: "[...]E' vero che siamo un popolo che non ha mai manifestato un grande affetto nei confronti della Costituzione come di tutte le Istituzioni e gli elementi di garanzia.[...]"

Parole sante, vecchio mio, parole sante.
Tu per primo infatti metti in discussione la carta costituzionale e il sistema democratico stesso. Gli eletti rappresentano GIA' il popolo. Si indice il referendum confermativo solo quando meno del 75% del Parlamento vuole cambiare la Costituzione. Ma se più dei 3/4 del Parlamento -e quindi dell'organo che rappresenta il popolo- è d'accordo, la Costituzione ammette la modifica. Cosa c'è di sbagliato in tutto ciò?
Solo perchè le modifiche partono da Berlusconi, vanno cestinate? I deputati del PD e dell'UdC che dovessero sostenerle devono essere per foza dei venduti, dei comprati, dei corrotti?

Secondo Travaglio, sì. Mmmhhmmm (alla Dan Peterson), un vero campione di rispetto delle regole democratiche!

Un po' come un giornalista di Repubblica (non ricordo il nome, purtroppo) che ho avuto la sventura
di sentire ieri sera a Porta a Porta (metto le virgolette perchè il discorso era questo, le parole reali possono discostarsi leggermente): "il Pdl ha preso il 35%, ma chi ha votato è stato meno del 70% degli aventi diritto, facendo due conti molto meno di un terzo del popolo italiano ha scelto esplicitamente Berlusconi per governare". Già. Vero. E quindi? Berlusconi non ha la maggioranza delle preferenze reali? Sì, ovvio. Come in tutte le democrazie. Negli USA di solito vota anche meno del 50% dei cittadini... La democrazia sarebbe in pericolo? Ma che razza di ragionamento è?
L'esimio giornalista dovrebbe far capire come risolvere questo evidente problema democratico. Che facciamo? Mettiamo l'obbligo di voto? Ah, no aspetta, qualcuno potrebbe annullare apposta il voto, quindi non si saprebbe a chi assegnare quella preferenza. Allora mettiamo che ci sia un carabiniere dentro il seggio che si accerti che tutti votino per bene. Ma facciamo di più, mettiamo che dica anche chi votare, così siamo sicuri fin da prima chi vincerà. Eh? Facciamo così?

Ma va lààààààààààààààà! Ma daaaaiiiiiiii!

Le regole democratiche sono state introdotte per dar peso all'opinione della maggioranza senza annullare la minoranza. O le si accettano oppure si può liberamente emigrare (a differenza di altri paradisi tropicali) in oasi di visionario sviluppo socialista. Come Cuba, ad esempio. Lì nella scheda c'è un solo quadratino dove mettere la X.
Più facile di così....


PS: intanto dove si è votato anche per le amministrative, il PdL ha sbancato. Forse se in alcune province e comuni non ci fosse stato da votare solo per le europee, molta più gente sarebbe andata a votare soprattutto PdL, raggiungendo il fatidico 40% dei sondaggi.
Nel frattempo, mentre Franceschini dice che il PdL non è più maggioranza nel paese, il PD non ha più il governo di decine di comuni e province. Ma Dario sa quel che fa. Tranquilli, il burrone è vicino. Sta tenendo la barra ben diritta. Si arriverà a destinazione presto.
CRAAAASSHHH!
Dibattito sul nucleare e sulle energie rinnovabili
post pubblicato in Energia e ambiente, il 8 giugno 2009
Dato che qualcuno insiste nell'utilizzare il post Vai col nucleare (dove spiego i 10 motivi per cui secondo me bisognerebbe tornare al nucleare) per lasciare le proprie opinioni, non supportate in alcun modo da alcuna fonte di un certo rilievo scientifico, ho voluto aprire questo spazio per tutti quelli che vogliono semplicemente parlare, scambiarsi idee (e, visto l'andazzo, pure gli insulti).

Per quanto mi riguarda avrei voluto che nei commenti al post citato si iniziasse a discutere -civilmente- su dati di fatto reali, supportati da risontri oggettivi e rimandi scientifici. Devo tuttavia constatare che probabilmente per molti -a parte i cafoni che insultano per il gusto di farlo- non c'è il tempo per andare a farsi un approfondimento del genere.

Quindi apro questo spazio con la speranza che, comunque la si pensi, non si parta dal presupposto che chi ha un'opinione diversa sia un imbecille totale.


Per anticipare il qualcuno in questione, pubblico di mio il link che, a suo dire, darebbe una mazzata a quanti sperano che il problema delle scorie, seppur serio, possa essere tenuto sotto controllo: Mountain of trouble - by Washington Post.

Nell'articolo in questione, che parla della prossima chiusura definitiva del sito di stoccaggio di rifiuti nucleari a Yucca Mountain -Nevada, USA- ad opera di una decisione di Obama, faccio notare, che:

1) non si mette in discussione l'uso del nucleare che, anzi, viene considerato come un asset fondamentale nel paniere energetico USA.

2) W Obama, grande Obama, verde Obama, ma.... l'articolo stesso lo critica per non aver proposto alternative a Yucca Mountain. Della serie: molto elettorale far chiudere un chiacchierato sito nucleare, maaaa... il resto dei rifiuti che verranno prodotti (dalle 104 centrali nucleari americane), dove li mettiamo? Obama latita.
3) Gli scienziati hanno negato qualsiasi pericolo per le falde acquifere per almeno 10000 anni. Qualcuno obbietta che il tempo di decadimento della radioattività delle scorie può arrivare anche a 250000 anni. Vero. Ma in 10000 anni forse si troverà il modo di liberarsi di queste scorie, o dobbiamo pensare che tra 10000 anni ci sarà ancora il problema delle scorie nucleari?
4) Obama stesso ha promesso che il nucleare rimarrà una fonte di energia pulita per gli USA (stando alle ultime righe dell'articolo). Chiudendo il sito di Yucca Mountain, questa promessa vacilla (dove piazzo le scorie se chiudo il sito di stoccaggio, senza dare un'alternativa?).

Quando l'informazione diventa opinione...
post pubblicato in Energia e ambiente, il 6 giugno 2009
Dopo il post Vai col nucleare!, avevo deciso quanto prima di creare una sezione dedicata all'energia e all'ambiente, anche per autostimolarmi a pubblicare più dati e numeri sulle varie forme di energia. Oggi l'ho creata, soprattutto per dare risalto ad una trasmissione vista ieri sera.
Proprio ieri infatti, Giornata Mondiale per l'Ambiente, La7 ha creato un palinsesto dedicato ai problemi ecologici, e tra i vari programmi che si sono occupati di questi temi c'è stato Otto e Mezzo.

I protagonisti della puntata:
Gianni Silvestrini, ingegnere e direttore scientifico Kyoto club;
Franco Battaglia, docente di chimica ambientale;
Massimiliano Fuksas, architetto e prezzemolino della TV;
Lilli Gruber, giornalista area PD, con collo da gallina;
Federico Guiglia, giornalista, presentatore praticamente etereo.

Al di là del fatto che la presenza di Fuksas è ingiustificabile in un programa che vuole trattare temi di tal fatta (tanto valeva invitare Rino Gattuso...), ho notato che la trasmissione è stata condotta in modo becero.
Mi spiego.

Partendo dal presupposto che un programma di informazione dovrebbe partire senza che gli autori  giornalisti si mettano la giacchetta di una delle due tesi in ballo, è risultato evidente che la discussione relativa al nesso tra attività umane e produzione di CO2 era evidentemente sbilanciata a favore dell'ipotesi che tale nesso esista e vada "curato" con le energie rinnovabili.
L'ingegner Silvestrini e l'architetto Fuksas erano i rappresentanti di tale corrente, mentre il professor Battaglia è uno dei contestatori del "global warming causato dall'uomo" e uno dei più accaniti detrattori dell'eolico e del solare fotovoltaico.

Durante la trasmissione è risultata più volte evidente la poca conoscenza del tema da parte dei conduttori e di Fuksas. Sono proprio ignoranti, nel senso che ignorano. Fanno un altro mestiere, quindi è lecito che non si muovano agilmente tra numeri e chimica. Tuttavia proprio l'ignoranza dovrebbe imporre la prudenza nelle proprie affermazioni, mentre la Gruber e Fuksas, soprattutto, ignorando la vocina della coscienza che gli urlava di tapparsi la bocca, hanno preferito far sfoggio della loro ignoranza.
Vediamo le varie castronerie:
  1. Battaglia fa subito presente che l'aumento della CO2 (cioè l'anidride carbonica, gas presente naturalmente nell'aria e grazie al quale vivono le piante, che combinano CO2 e acqua per produrre glucosio e ossigeno) è un trend che parte dal 1600 quando, non essendo ancora iniziata l'era industriale, le emissioni di CO2 dell'uomo erano nulle (ricordo che il processo chimico di combustione degli idrocarburi comporta anche la produzione di CO2 come "scarto").
    Battaglia quindi contesta l'origine antropologica dell'aumento di CO2, definendo la sua tesi come incontrovertibile perchè basata su dati fisici. Subito la Gruber capisce fischi per fiaschi e, sbalordita, chiede conferma al professore "Lei dice quindi che le attività umane non inquinano?" e Battaglia, con infinita pazienza risponde che, no, non ha detto quello, ma ha detto che la CO2 prodotta dall'uomo è inifluente sull'aumento della temperatura globale e la CO2 non è un inquinante. La Gruber è sempre più sconvolta, non le avevano detto che respirava ogni minuto anche la CO2. Fuksas, l'architetto prezzemolino, interviene per infilare una perla di maestosa ignoranza: "E il monossido di carbonio, non è un inquinante?". Santa pazienza, il monossido di carbonio è la CO (senza il 2) che viene prodotta dalle combustioni incomplete, quindi se volete verificare se una combustione è fatta bene, misurate quanta CO viene rilasciata. Più è poca, meglio è. Ma il prof. Battaglia ce l'aveva con la CO2, non con la CO, che è ovviamente un inquinante, ma che non viene definito il primo responsabile del surriscaldamento del pianeta come la CO2 che essendo un cosiddetto gas serra impedisce alla Terra di raffreddarsi perchè scherma gli infrarossi e li mantiene all'interno del pianeta (è la stessa cosa che succede appunto nelle serre, dove questo fenomeno è utilizzato per produrre vegetali che richiederebbero temperature che non possono essere garantite tutto l'anno).
  2. Come replica all'intervento (comunque purtroppo interrotto) di Battaglia, Silvestrini afferma che anche la CO2 è stata dichiarata inquinante perchè altera gli equilibri ambientali. Questa uscita è d'obbligo, dato che anche le auto ormai vengono classificate in funzione delle emissioni di CO2 al km, ma non confuta la tesi di Battaglia, che afferma che, qualunque sia l'apporto antropogenico di CO2, essa è in aumento "naturale" da oltre 4 secoli. Tuttavia Silvestrini va oltre, e definisce addirittura "criminale" e dannosa la tesi di Battaglia, perchè insinuerebbe il dubbio che esista un aumento della temperatura globale e che quindi l'attività legislativa in senso ambientalista dei governi possa essere rallentata. Piccolo dettaglio: Battaglia non nega l'aumento delle temperature medie negli ultimi 150 anni, perchè è un dato di fatto, ma contesta il fatto che stiano aumentando costantemente con l'aumento di CO2, in quanto le temperature medie degli ultimi anni sono calate, non aumentate. E ribatte che se il suo comportamento è criminale perchè "scettico", il comportamento di Silvestrini lo è per procurato allarme.
  3. Segue un'infilata di stronzatelle di Fuksas su quanto lui giri per il mondo e quante città inquinate veda. Soprattutto in Cina. E grazie. Subito dopo si chiede a Battaglia se è d'accordo sul fatto che la presenza di molte auto in movimento ad esempio a Roma peggiori la qualità dell'aria (geniale domanda della Lilli). Naturalmente il prof. dice che è ovvio, ma qui c'entrano poco la CO2 e il clima globale, ma sono problemi che si risolvono modificando i comportamenti dei singoli, tuttavia il focus della discussione era sull'influenza della CO2 sul clima globale e sulla sua presunta origine antropologica. E molto concretamente chiede a Fuksas che alternative abbia all'uso dell'auto, perchè è facile dire che la macchina puzza, ma bisognerebbe dare alternative.
  4. Altra serie di proporzioni di Fuksas su Modena, Roma, Il Cairo, San Paolo e sulla critica alle grandi città. Mi piacerebbe sapere alla fine che diavolo voglia dire 'sto tizio. Vuole fabbricare foreste. E fallo, sei un architetto. Spara il progettino e vedrai che qualcuno te lo avvallerà.
  5. Cazzata mondiale di Silvestrini: gli USA (specifica anche "di Bush", perchè gli USA "di Obama" immagino siano tutt'altra cosa...) hanno installato il 42% di eolico (sul totale installato nell'anno scorso). C'è una "rivoluzione in atto". Dopo essere stato "accusato" di REVISIONISMO (addirittura siamo quasi arrivati alle assonanze col nazismo) dalla Gruber, Battaglia fa capire perchè è una cazzata parlare di "rivoluzione in atto" con l'eolico: in Germania con 20 GW eolici installati, meno del 4% della produzione di energia viene da quella fonte, mentre da 18 GW nucleari si ottiene il 30% del fabbisogno energetico. Inoltre ricorda che nel mondo, la percentuale di energia realmente prodotta (e non nominale o "installata") da elico è lo 0,5% e da solare fotovoltaico lo 0,0001%. In pratica briciole da venditori di illusioni.
  6. In studio, con grandi sorrisetti sprezzanti verso Battaglia, viene chiesto a Silvestrini se l'eolico è veramente una roba da venditori di illusioni o no. Qui Silvestrini fa il capolavoro: afferma che l'eolico e il solare sono tecnologie giovani, che aumenteranno la loro efficienza nel futuro. E poi puntualizza: in Germania non viene prodotto il 4%, ma ben, udite udite, il 7% da eolico. Come dire... un cazzo comunque. Ma non è finita, perchè nel delirio dell'ingegnere (mi fa pure schifo dover ammettere che questo è un ingegnere, rovina la categoria...) c'è spazio anche per assolute certezze, scritte però solo su un tronco di quercia nel boschetto della sua fantasia: "entro 12 anni il 30% dell'energia in Europa, deriverà da fonti rinnovabili " (eolico, solare, idroelettrico, biomasse - altra fonte che solo un pazzo considererebbe seriamente -). E soprattutto mette una pietra sopra qualsiasi possibile contestazione: anche Obama lo ha capito, e sta investendo sulle energie rinnovabili. Ah, bè.... allora possiamo proprio dormire tra due guanciali, che dite?
  7. Ultima parte, dove brilla un Silvestrini che afferma cose che non possono essere provate, perchè appartengono alla categoria "domani si pensa che..." (costo del solare che si abbatterebbe, incentivi statali che "dovrebbero" proporzionalmente scendere - cosa che in Germania non è avvenuta e tuttora i parchi eolici succhiano soldi dalle mammelle, ormai quasi avvizzite, dello Stato - produzione dell'idrogeno dal solare - con buona pace dei metalli nobili e degli elementi tossici necessari per produrre le celle a combustibile alimentate dall'idrogeno) e di una Gruber che infila una domanda che nemmeno mr. Bean avrebbe potuto concepire: "Il fotovoltaico di notte non funziona?". Alla Gruber bisognerebbe dire di provare a farsi quattro conti con una calcolatrice solare alle 2 di notte. Forse capirebbe perchè non può funzionare il fotovoltaico di notte. Battaglia tenta disperatamente di dare qualche numero, per cercare di smuovere le certezze degli spettatori, ma viene in pratica tacciato di non essere un sognatore e di voler vivere evidentemente in un mondo marcio e puzzolente di gas di scarico.
La trasmissione è stata quindi praticamente inutile, affrontata dalla Gruber con la stessa preparazione con cui lei si potrebbe presentare ad una maratona, cioè nulla, e con degli invitati che per due terzi non hanno fatto altro che perorare la loro causa con slogan e dati taroccati (potenze elettriche installate anzichè prodotte, ad esempio) ed un'infinito appoggio ambiental-propagandistico che ha fatto sembrare un pazzoide chi tentava di spiegare, cifre alla mano, i problemi delle fonti rinnovabili e l'inconsistenza delle tesi sulla CO2 antropogenica.

Insomma un'esempio di informazione piegata e deformata fino ad essere piagata dalle opinioni anzichè  essere basata sui fatti.
Complimentoni a La 7 e ai suoi giornalai professionisti. Ricordo che già un altro "grande personaggio" di questa emittente ha dato i numeri sulle energie rinnovabili: Enrico Vaime.
E finalmente il dondolino fu pubblicato...
post pubblicato in News, il 5 giugno 2009
Ebbene sì. La notizia politica di oggi è che El Pais (uno dei primi quotidiani spagnoli per tiratura, che "partecipa ad una rete di risorse comuni con La Repubblica (Italia) e Le Monde (Francia)" - virgolettato di Wikipedia che rende l'idea del circuito europeo dei giornali e degli "scoop" che si passano) ha pubblicato le foto del pisello di un ospite di Berlusconi a Villa Certosa.

L'ospite in questione dovrebbe avere comunque diritto alla privacy (dato che non stava correndo nudo per la strada, ma era a bordo piscina - o Jacuzzi o come cacchio si chiama - e dentro una villetta a sua volta all'interno del complesso di Villa Certosa), ma tutti danno per certo che trattasi dell'ex-premier ceco Topolanek.
Per quanto riguarda Berlusconi, lo si vede in un paio di scatti e in atteggiamenti del tutto normali - sì, normali anche per lui, nel caso qualcuno se lo chiedesse - di un padrone di casa qualsiasi.

El Pais fa un articolo durissimo contro Berlusconi (oltre a dedicare alla vicenda tutti gli spazi più visibili in home page), accusandolo di fare l'intrallazzone quando invece dovrebbe fare il premier e quindi avere un comportamento più istituzionale. Dato per assodato che Berlusconi faccia amicizia un po' troppo alla svelta con i politici stranieri che incontra, bisogna anche affermare con decisione che non c'è nulla di male ad ammorbidire i rapporti internazionali offrendo un soggiorno in una splendida isola turistica come la Sardegna ai capi di governo stranieri. E' un modo come un altro per poter discutere in tranquillità anche argomenti seri e importanti per i Paesi coinvolti.
Tra l'altro, proprio per non fare le cose alla carlona, Berlusconi ha offerto il soggiorno in una villetta all'interno della tenuta a tutta la famiglia del premier ceco. Proprio per garantirgli la massima privacy ed intimità.
E invece no, un fotografo era in agguato e ha scattato centinaia di foto.
Berlusconi ha fatto bene a impedirne la pubblicazione in Italia, in quanto la privacy degli ospiti veniva minacciata. E' stato accusato di essere un dittatore e di applicare la censura per proteggersi da eventuali "scatti bollenti" che avrebbero potuto danneggiarlo.
Come si vede le foto non implicano nulla per Berlusconi (se non il fatto di dover appendere, in futuro, all'interno della sua tenuta i cartelli con su scritto "NO NUDISTI"), ma anzi violano la privacy di un uomo politico che in quel momento non era altro che una persona intenta a farsi i cazzi suoi (nel vero senso della parola).

Per concludere invece ho scoperto che è La Repubblica ad esercitare la censura:

Versione de La Repubblica

Come vedete, il coso di Topolanek è stato blurrato. Adesso sì che la sua privacy è garantita.
Fa niente se la sorgente di tali foto è tranquillamente accessibile da tutto il mondo.

Ah, ovviamente Berlusconi ha querelato El Pais.
In memoria
post pubblicato in News, il 4 giugno 2009
20 anni fa è avvenuto un fatto straordinario, simbolo della lotta del debole contro il forte, della ragione contro la pazzia, della libertà contro la dittatura.

E pensare che ancora oggi di questo fatto in Cina non se ne parla  (ma laggiù c'è ancora la dittatura) e qui da noi esistono esponenti politici comunisti che non hanno alcuna intenzione di condannare la strage di ragazzi avvenuta nell'89.
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